Cap. XV - Verona fatta capitale del regno

Alboino, dopo aver istituita a Treviso un'amministrazione sotto il suo controllo, levò il campo e, passando attraverso il territorio dei Cimbri [22], che gli si arrendevano, giunse a Verona, che espugnò e, date le sue dimensioni, elesse a capitale del suo regno. Qui egli lasciò con una sua scorta le popolazioni al seguito e l'impaccio rappresentato dalle donne e, dopo aver scelto a uno a uno i soldati del suo esercito, si preparava ad invadere ogni parte della Liguria. Mossi poi di là i suoi accampamenti, espugnò prima Brescia, poi Bergamo e Como, avendone isolato una per una le difese, e infine con uguale metodo si impadronì di Milano. Ampliati così i territori del regno, Alboino rientrò con grandi onori a Verona e lì, per festeggiare la vittoria ottenuta, volle che si tenessero pubblici giochi. Così i soldati, abbandonandosi all'abbraccio delle mogli, per alcuni giorni smaltirono nell'ozio le fatiche delle battaglie. Ci è piaciuto ripercorrere, sia pure sommariamente, queste vicende della storia di Alboino, per poter rendere omaggio a colui che allargò i confini della città di Forogiulio e che restaurò ciò che in essa era stato profanato sia per opera di Attila che dei Goti con la costituzione di un ampio ducato, rinnovato nella nobiltà e nella forza dei suoi abitanti.

Note

[22] Popolazione germanica originaria del Chersoneso cimbrico.